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Alluvione in Nepal, le foto satellitari mostrano il prima e il dopo
Alluvione in Nepal, le foto satellitari mostrano il prima e il dopo
A Rasuwagadhi resta roccia nuda dove c’erano un edificio di più piani, i piazzali e i magazzini doganali
Il 26 agosto una massa di ghiaccio e roccia si è staccata dalla montagna una ventina di chilometri a nord est del valico di Rasuwagadhi, sul confine tra Nepal e Tibet cinese, e ha sbarrato il corso del Lhende Khola. Quando lo sbarramento ha ceduto, l'onda ha percorso la valle del Bhote Koshi e poi quella del Trishuli portando via ponti, strade, centrali idroelettriche e interi abitati. Le riprese satellitari diffuse il giorno dopo dalla società Vantor permettono di misurare il danno confrontando lo stesso punto prima e dopo.
Nell'immagine del valico di Rasuwagadhi, che sul lato cinese si chiama Gyirong Port, l'area dove sorgevano un edificio di più piani, un campo da basket e i magazzini doganali appare ridotta a roccia nuda. Il bilancio continua a salire e i numeri delle diverse autorità non coincidono. Al 28 agosto il conteggio della polizia nepalese era di 547 morti, mentre l'ente nazionale per la gestione dei disastri aggiornava poco dopo a 579 vittime e 1.924 dispersi. I soccorsi al confine sono stati sospesi per il rischio che un lago formatosi dai detriti esondi una seconda volta.
come si è formata l'onda e quanto lontano è arrivata
Il primo segnale sismico registrato nella zona era stato letto come un terremoto di magnitudo 4,4. Lo United States Geological Survey ha poi corretto la lettura. Il segnale arrivava dal crollo stesso, abbastanza violento da liberare un'energia paragonabile a una scossa di magnitudo 5,2. La sequenza, ghiaccio che si stacca, fiume tappato, sbarramento che cede, è la stessa che gli idrologi descrivono quando parlano di rottura di un lago glaciale.
Sul Trishuli il livello dell'acqua è salito fino a nove metri in mezz'ora, secondo le autorità nepalesi. I danni sono documentati fino a un centinaio di chilometri a valle del confine, nei distretti di Nuwakot e Dhading, dove il fango ha sepolto case lontanissime dal punto del distacco. Le centrali colpite lungo il Trishuli fornivano circa il dieci per cento dell'elettricità prodotta in Nepal.
Tra i dispersi ci sono cittadini di più di trenta paesi, molti diretti verso il monte Kailash in Tibet. La Farnesina ha segnalato tre italiani irreperibili. L'UNICEF stima almeno 17.000 bambini coinvolti, con 18 scuole distrutte e altre 20 danneggiate.
Cosa mostrano i confronti prima e dopo
Le immagini di Vantor accostano le riprese di questi giorni a scatti di archivio. Per Rasuwagadhi il termine di paragone è una ripresa del 19 aprile 2024, quando il valico era ancora un complesso di edifici, piazzali e container allineati. Nella versione del 27 agosto 2026 la stessa inquadratura mostra il letto del fiume allargato e la roccia scoperta.
Più a valle il confronto riguarda Syapru Besi, ripresa il 18 ottobre 2023. Le case della parte bassa del paese, quelle costruite vicino all'acqua, non compaiono più nell'immagine successiva, mentre le abitazioni più in alto lungo la strada sono rimaste in piedi. Poco distante il ponte sul Trishuli è sparito insieme alla vegetazione intorno.
Il valico cancellato pesava anche fuori dalla valle. Gyirong Port era uno dei passaggi commerciali della Nuova via della seta e ci transitavano merci per circa 600 milioni di dollari l'anno tra Cina e Nepal. Sul versante cinese le autorità hanno contato cinque morti e 558 dispersi nella contea di Gyirong.
Resta aperto il fronte del lago di sbarramento formatosi alla confluenza tra i corsi Tsogyal e Purupqiangzangbu, a monte di Gyirong. L'agenzia Xinhua riferisce che il volume potrebbe toccare i tre milioni di metri cubi intorno al 1 settembre, e nelle ultime ore è stato osservato un secondo bacino nella stessa area. Non è ancora confermata la dinamica esatta del distacco, e il conteggio dei dispersi cambia a ogni comunicato perché le liste dei turisti stranieri sono ancora in fase di incrocio.
Domande frequenti
Che cos'è la rottura di un lago glaciale?
È lo svuotamento improvviso di una massa d'acqua trattenuta dal ghiaccio o da un accumulo di detriti. Quando la barriera cede, il volume scende a valle in pochi minuti con una forza molto superiore a quella di una piena da pioggia. In Himalaya il fenomeno viene monitorato da anni.
Ci sono italiani coinvolti nell'alluvione in Nepal?
La Farnesina ha comunicato che tre italiani risultano irreperibili nell'area colpita. Altri due connazionali sono stati tratti in salvo tra i turisti stranieri recuperati nelle zone di Timure e del Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa. L'unità di crisi mantiene i contatti con le autorità nepalesi.
Il valico di Rasuwagadhi era già stato colpito?
Sì, nel luglio 2025 una piena improvvisa sul Bhote Koshi aveva portato via il ponte Miteri, che collegava i due paesi, e decine di veicoli fermi al porto doganale. Il dipartimento nepalese di idrologia ricondusse quell'episodio allo svuotamento di un lago sopraglaciale in territorio cinese.