Sicilia a 42,7 °C e cielo giallo: come funziona l'avvezione sahariana

Massime di 42,7 °C in Sicilia e polvere sahariana in quota. I dati misurati, l'avviso della Protezione civile e la fisica dell'evento.

27 agosto 2026 11:56
Sicilia a 42,7 °C e cielo giallo: come funziona l'avvezione sahariana - NASA Worldview, EOSDIS (27/08/2026)
NASA Worldview, EOSDIS (27/08/2026)
Condividi

L'avviso 185 della Protezione civile regionale assegna a Palermo il livello 3, mentre la polvere viaggia fra 2 e 6 km di quota.

La rete di stazioni del Servizio informativo agrometeorologico siciliano ha misurato il 26 agosto 2026 massime di 42,7 °C a Caltanissetta ed Enna, i valori più alti dell'isola. Nelle stesse ore il Dipartimento regionale della Protezione civile ha diffuso l'avviso numero 185, valido dalla mezzanotte del 27 agosto per le 24 ore successive, che assegna a Palermo il livello 3 della scala del ministero della Salute con 41 °C di temperatura percepita e stima un'umidità nei bassi strati fra il 20% e il 40%.

Insieme all'aria calda arriva la polvere minerale sollevata dal deserto, quella che rende il cielo lattiginoso. Il quadro aggiornato alla mattina del 27 agosto 2026 resta in parte previsionale, perché i carichi di polvere che circolano in queste ore vengono da simulazioni modellistiche e non da misure al suolo. Le concentrazioni effettive di PM10 saranno note quando le centraline regionali avranno chiuso le medie giornaliere.

Come la polvere si stacca dal deserto e arriva a 2.000 km di distanza

Massime di 42,7 °C in Sicilia e polvere sahariana in quota
NASA Worldview, EOSDIS (26/08/2026)

Il meccanismo di partenza si chiama saltazione. Il vento sopra una superficie arida non solleva le particelle più fini, troppo coese, ma muove i granelli di sabbia intermedi, che rimbalzano sul terreno e a ogni impatto liberano frammenti più piccoli. Sono questi, sotto i 20 micrometri, a restare sospesi per giorni e a viaggiare per migliaia di chilometri.

La polvere poi viaggia in quota. Le misure lidar della rete europea EARLINET, raccolte anche sulla stazione di Potenza, collocano il massimo di estinzione delle intrusioni sahariane sul Mediterraneo fra 2 e 6 km di altitudine. Il parametro che quantifica il fenomeno è lo spessore ottico degli aerosol, cioè quanta radiazione viene intercettata dall'intera colonna d'aria sopra un punto, e il servizio Copernicus per il monitoraggio dell'atmosfera lo pubblica ogni giorno con cinque giorni di previsione.

La scala del processo è quella descritta dall'Organizzazione meteorologica mondiale nel bollettino annuale sulle polveri atmosferiche, dove si stimano circa 2.000 milioni di tonnellate di sabbia e polvere immesse ogni anno nell'atmosfera, con più dell'80% del bilancio globale che proviene dai deserti del Nord Africa e del Medio Oriente.

Perché il cielo velato non abbassa la temperatura percepita

La polvere assorbe e diffonde la radiazione solare, con due effetti di segno opposto. Uno studio pubblicato su Atmospheric Chemistry and Physics ha calcolato con il modello NMMB-MONARCH gli effetti radiativi diretti di venti episodi intensi sul bacino mediterraneo fra il 2000 e il 2013, trovando a mezzogiorno un riscaldamento della colonna atmosferica fino a 285 W/m² e un raffreddamento netto alla superficie fino a −337 W/m² nei casi più estremi, quelli con spessore ottico fra 2,5 e 5,5.

Quei valori riguardano gli episodi più carichi, vicini alle sorgenti. Sul Mediterraneo centrale le misure EARLINET indicano forzanti radiative al suolo molto più contenute, fra −38,1 e −3,7 W/m² sulla verticale di Potenza. Il velo di sabbia toglie qualcosa alla radiazione diretta, ma è una correzione piccola rispetto al calore che l'avvezione porta con sé.

Il numero che finisce nei bollettini sanitari è un altro ancora. La temperatura percepita degli avvisi è un indice di disagio bioclimatico che dipende dall'umidità oltre che dal valore misurato, e il livello 3 del ministero della Salute scatta quando le condizioni ad alto rischio persistono per tre o più giorni consecutivi. È il motivo per cui Palermo compare in rosso con 41 °C percepiti mentre l'entroterra, dove l'aria è più secca, misura valori termometrici superiori. Le previsioni collocano l'attenuazione dell'episodio fra il 29 e il 30 agosto con l'ingresso del maestrale, ma resta una proiezione dei modelli, e il bilancio si chiuderà solo con i dati delle centraline, come accaduto per altri episodi di trasporto sahariano sull'Italia.

Segui Science CuE