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Boomerang di mammut: scoperto forse il più antico d’Europa

Illustrazione di un boomerang (Canva FOTO) - sciencecue.it

Illustrazione di un boomerang (Canva FOTO) - sciencecue.it

Questo ritrovamento è molto importante. Il boomerang era un’arma utilizzata, e forse è molto più antica di quanto ipotizzato.

Quarant’anni fa, in una grotta nel sud della Polonia, fu rinvenuto un oggetto piuttosto insolito: una zanna di mammut scolpita in una forma arcuata, con tratti che ricordano sorprendentemente… un boomerang. Ecco, a distanza di decenni, una nuova analisi scientifica ha rivelato che quel reperto potrebbe non essere soltanto il primo boomerang conosciuto in Europa, ma forse anche il più antico al mondo.

L’oggetto, lungo circa 72 centimetri, è saltato fuori dalla Grotta di Obłazowa insieme a resti umani, denti di volpe trasformati in pendenti e lame di pietra, tutti cosparsi di ocra rossa. Già questo contrasto cromatico tra il rosso vivido e i toni spenti della pietra fa pensare a una scena con un valore simbolico, o almeno a pratiche rituali di un certo peso.

Non si tratta di un boomerang “da ritorno”, come quelli più noti legati alla tradizione australiana, ma piuttosto di una versione usata per cacciare o combattere, simile a quelle ancora oggi impiegate dagli Aborigeni del Queensland. La forma, la sezione piatta-convessa e le proporzioni corrispondano perfettamente a un boomerang.

All’epoca della prima pubblicazione, nel 1987, si pensava che quella grotta fosse stata frequentata da Neanderthal e successivamente da Homo sapiens, proprio nella fase del Paleolitico superiore (tra i 50.000 e i 12.000 anni fa). Oggi, grazie alle analisi più recenti, la cronologia è stata affinata.

Una “nuova” scoperta

Negli anni ’90, un primo tentativo di datazione al radiocarbonio sull’oggetto aveva restituito un’età sorprendentemente “giovane”: circa 18.000 anni. Ma già allora qualcosa non quadrava. C’erano sospetti di contaminazione, forse da colle moderne o materiali di conservazione. Insomma, il dubbio che quella data fosse sballata aleggiava da tempo. Nel nuovo studio pubblicato su PLOS One (Talamo et al., 2025), si è deciso di non toccare direttamente il boomerang per non danneggiarlo. Al suo posto, sono stati analizzati altri reperti dello stesso strato, in particolare una falange umana e una dozzina di ossa animali. Ed è qui che le cose si fanno davvero interessanti: i risultati, sottoposti a modellazione statistica bayesiana, indicano che l’oggetto fu realizzato tra i 42.290 e i 39.280 anni fa. Una finestra temporale che lo colloca in pieno Aurignaziano, una delle prime culture del Paleolitico superiore attribuite ai moderni H. sapiens.

Oltre all’età del boomerang, lo studio ha permesso di ricostruire anche le dinamiche insediative della grotta. I dati mostrano un’unica fase principale di occupazione lunga circa 3.500 anni, che attraversa sia fasi fredde che momenti più miti, arrivando fino all’inizio dell’evento climatico Heinrich 4. Questa continuità abitativa suggerisce che gli H. sapiens che vivevano lì fossero ben adattati a un ambiente estremamente mutevole. E in effetti, l’analisi isotopica della dieta della falange umana lo conferma: era varia, probabilmente basata su risorse stagionali e su strategie molto flessibili.

Illustrazione del boomerang (Talamo et al., 2025 FOTO) - sciencecue.it
Illustrazione del boomerang (Talamo et al., 2025 FOTO) – sciencecue.it

Un oggetto straordinario

Il boomerang di Obłazowa, oltre a essere antichissimo, si distingue anche per i materiali e la lavorazione. Mentre la maggior parte dei boomerang ritrovati nel mondo antico è in legno, questo è scolpito in avorio di mammut. Una scelta non banale, anche se il materiale era abbastanza diffuso in Europa centrale durante il Paleolitico. La sua lavorazione richiese un impegno notevole: la zanna fu assottigliata con grande precisione per ottenere simmetria e bilanciamento. E il fatto che nel sito non siano stati trovati scarti d’avorio fa pensare che l’oggetto fosse stato realizzato altrove e poi portato nella grotta, forse come bene prezioso o simbolico. La sua funzione resta ancora in parte misteriosa. Non si sa se fosse uno strumento da caccia, un’arma cerimoniale o un oggetto rituale.

Tuttavia, il suo ritrovamento accanto a pendenti in ocra e altri oggetti ornamentali lo collega a una cultura materiale complessa e probabilmente ricca di significati. In altre grotte aurignaziane europee, come Stajnia e Mamutowa, sono stati scoperti manufatti simili, anche se mai un boomerang d’avorio, a indicare una possibile identità culturale regionale, distinta da quella di altre zone come la Germania sud-occidentale o la Spagna settentrionale. La comparsa di un oggetto così elaborato e poco funzionale in termini pratici (non sembra essere stato usato spesso né copiato) suggerisce che il suo valore non fosse legato solo all’utilità. Forse era un simbolo, un oggetto di prestigio o un elemento identitario.