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Questa isola è tra le più belle di tutta Italia ma non ci vive nessuno: eppure c’è stato uno degli eventi più importanti della nostra storia

Illustrazione dell'isola dell'Asinara (Canva FOTO) - sciencecue.it

Illustrazione dell'isola dell'Asinara (Canva FOTO) - sciencecue.it

Dal punto di vista naturalistico, è un vero e proprio paradiso. Ma anche e soprattutto dal punto di vista storico quest’isola è importante.

Le isole, spesso considerate luoghi isolati o marginali, hanno in realtà giocato ruoli cruciali nella storia umana. Per la loro posizione strategica, molte sono diventate punti chiave per commerci, guerre, scambi culturali e migrazioni.

Pensiamo a Creta, culla della civiltà minoica, o a Malta, contesa per secoli tra potenze europee e araba. Anche isole più piccole, come Iwo Jima o Elba, sono entrate nei libri di storia per battaglie decisive o eventi simbolici.

In certi casi, l’insularità ha favorito la conservazione di culture uniche: basti pensare al Giappone, che per secoli ha mantenuto una relativa autonomia culturale proprio grazie alla sua posizione geografica. Altre volte, le isole sono diventate crocevia di rotte globali, come Cipro o le Canarie.

Oggi, molte di queste terre continuano a essere centrali anche dal punto di vista geopolitico o ambientale. La loro storia mostra come anche spazi apparentemente periferici possano diventare protagonisti del cambiamento.

Un’isola che ha sempre attratto qualcuno, da millenni

Quest’isola non è soltanto una delle isole più selvagge e affascinanti della Sardegna, ma anche una terra che ha visto passare secoli di storia sotto il sole e tra i venti del Mediterraneo. L’Asinara, già nel IV millennio a.C. qualcuno ci viveva: lo dimostra la “domus de janas” di Campu Perdu, scavata nella roccia. E poi arrivarono i nuragici, e dopo ancora Greci, Fenici, Romani… tutti attratti da quella costa frastagliata e riparata, al punto che la battezzarono “Sinuaria”. 

Nel Medioevo, come riportato da Parco Asinara, l’isola entra in una nuova fase: arrivano i monaci camaldolesi, costruiscono un convento e per un po’ l’isola ha anche una funzione religiosa. Ma è un periodo tutt’altro che tranquillo. I pirati la frequentano fin troppo, e spesso nel modo sbagliato. Poi ci sono i commerci, le rotte delle repubbliche marinare, e infine i pastori sardi e i pescatori liguri che si insediano con stabilità. 

Illustrazione di uno scorcio dell'isola dell'Asinara (Canva FOTO) - sciencecue.it
Illustrazione di uno scorcio dell’isola dell’Asinara (Canva FOTO) – sciencecue.it

Un’isola…storica

Come riportato da Parco Asinara, il vero cambio di passo arriva nel 1885. Il governo italiano decide che l’isola serve per scopi ben diversi dall’abitare civile: ci vogliono un lazzaretto e una colonia penale agricola. Da qui in poi incomincerà ad ospitare malati contagiosi, poi durante la Prima guerra mondiale accoglie prigionieri austro-ungarici, e infine, tra gli anni ’70 e ’80, diventa uno dei carceri di massima sicurezza più noti del Paese: qui furono reclusi boss mafiosi, terroristi, uomini sotto strettissima sorveglianza.

E a proposito di mafia, come riportato da Tabernabè, proprio sull’isola Borsellino e Falcone, nell’estate del 1985, vennero trasferiti con le loro famiglie per permettere loro di redigere in sicurezza l’ordinanza di rinvio a giudizio del famoso maxiprocesso contro Cosa Nostra. I due magistrati lavorarono intensamente su un atto giudiziario composto da più di 8.000 pagine, che costituì il cuore dell’azione penale affidata, successivamente al giudice Alfonso Giordano. Un luogo quindi magico ma anche ricco di storia.