Tracce di sostanze psicoattive in denti vecchi di 25.000 anni fa

Due scheletri di Sulawesi mostrano tracce di arecolina, la prova più antica nota dell'uso di sostanze psicoattive.

24 settembre 2026 16:30
Tracce di sostanze psicoattive in denti vecchi di 25.000 anni fa -
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Due scheletri ritrovati in due siti distinti del Sulawesi meridionale, in Indonesia, portano tracce di un'abitudine precedente all'arrivo dell'agricoltura sull'isola, la suzione ripetuta della noce di betel, il seme psicoattivo di una palma diffusa tra Asia meridionale e Pacifico. Lo studio è firmato da ricercatori della Griffith University, in Australia, insieme ad archeologi indonesiani dell'Università Hasanuddin di Makassar e dell'Agenzia nazionale per la ricerca e l'innovazione, ed è pubblicato sulla rivista Science Advances.

L'individuo più antico dei due, entrambi con un'età alla morte superiore ai 35 anni, è vissuto tra 25.000 e 16.000 anni fa; il secondo risale a un periodo compreso tra 7.600 e 6.300 anni fa. Secondo gli autori, i segni sui loro denti rappresentano la prova più antica finora documentata dell'uso abituale di una sostanza psicoattiva nella storia umana.

Come i ricercatori hanno ricostruito l'abitudine

Sui due scheletri il team ha notato un'usura dentale insolita, solchi profondi e arrotondati diversi da quelli lasciati dalla masticazione di cibi duri o dalla comune carie. L'archeologo Adam Brumm, autore principale dello studio, ha ipotizzato che la causa fosse la suzione prolungata di un oggetto rotondo di uno o due centimetri, una misura compatibile con la noce di betel intera, e ha raccontato di aver provato lui stesso il gesto, riferendo un effetto di intorpidimento della bocca. L'analisi biochimica dei tessuti dentali, condotta dalla biochimica Carney Matheson, ha poi confermato la presenza di arecolina, il principale alcaloide neuroattivo del betel, intrappolata nei denti di entrambi gli individui.

Fino a questo studio si riteneva che l'arecolina diventasse disponibile soprattutto quando la noce di betel viene masticata insieme alla calce spenta, nella forma del cosiddetto quid ancora diffuso oggi. Per verificare se la sola suzione della noce intera bastasse a produrre un effetto, i ricercatori hanno immerso i semi in saliva artificiale e testato il liquido ottenuto su cellule uovo di rana modificate per esprimere recettori cerebrali umani. Il rilascio di arecolina si è rivelato sufficiente a produrre un effetto fisiologico, anche se più contenuto rispetto alla masticazione moderna con la calce.

Cosa cambia nella storia dell'uso di sostanze psicoattive

Il betel è oggi la quarta sostanza psicoattiva più diffusa al mondo dopo alcol, caffeina e nicotina, con circa una persona su dieci che ne fa uso abituale soprattutto in Asia meridionale e nel Pacifico. Prima di questo studio la prova più antica di consumo di una sostanza psicoattiva erano tracce di birra vecchie di circa 13.000 anni trovate in Israele: la datazione dei due scheletri di Sulawesi sposterebbe quindi il fenomeno indietro di oltre diecimila anni.

I ricercatori ipotizzano che l'abitudine sia nata come rimedio contro il mal di denti, dato che l'arecolina ha proprietà analgesiche e la salute orale dei due cacciatori raccoglitori era già compromessa. Nel tempo la suzione ripetuta avrebbe però peggiorato ulteriormente lo stato dei denti, in un meccanismo che può aver favorito la dipendenza, non diversamente da quanto accade oggi con gli utilizzatori del quid di betel, la cui masticazione prolungata resta associata a rischi documentati per il cavo orale. Lo studio si basa su due soli individui e su intervalli di datazione ampi, un limite che gli stessi autori indicano come motivo per cercare altri resti con la stessa usura dentale in altri siti del sudest asiatico, dove la pianta è oggetto di altre ricerche botaniche e farmacologiche.

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