Eruzione Etna, quattro giorni di caos all'aeroporto di Catania

L'eruzione blocca lo scalo di Catania: centinaia di voli spostati o cancellati e passeggeri costretti a dormire in aeroporto

11 agosto 2026 13:46
Eruzione Etna, quattro giorni di caos all'aeroporto di Catania -
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Quattro giorni di eruzione e uno scalo che funziona a intermittenza, tra attese lunghissime e voli spostati altrove.

Ad agosto la Sicilia orientale viaggia al massimo della sua capacità, con alberghi pieni e rotte aeree moltiplicate. Proprio in questa settimana l'Etna è entrato in una delle sue fasi più intense dell'anno, con colate che scendono verso la Valle del Bove.

La sequenza si è aggravata nella tarda serata di domenica, quando una nuova bocca si è aperta a circa 1.900 metri di quota, nei pressi di monte Simone. Al cratere Voragine l'attività esplosiva non si è mai fermata e il tremore vulcanico resta su valori alti.

La nube di cenere si disperde verso sud sud est e non minaccia i centri abitati, ma cade su strade, tetti e piste. La cenere vulcanica è un materiale abrasivo che può rovinare le turbine degli aerei, e per questo i motori dei velivoli fermi a terra sono stati protetti con appositi rivestimenti.

Ogni volta che la nube raggiunge lo spazio aereo scattano chiusure per motivi di sicurezza, decise settore per settore. A Catania succede con una certa frequenza, tanto che da anni si discute di un nuovo scalo al centro dell'isola o di spostare parte del traffico su Comiso.

Quando la cenere detta gli orari dello scalo

La Sac, la società che gestisce il Vincenzo Bellini, ha comunicato la sospensione degli arrivi almeno fino alle 19 di martedì, mentre le partenze restano in teoria consentite. Negli ultimi giorni le finestre operative sono cambiate di ora in ora e lo scalo ha lavorato a intermittenza.

Dalla mezzanotte di martedì risulta decollato un solo aereo, diretto a Bologna, e le altre partenze accumulano ritardi. Circa cento voli in arrivo e una novantina in partenza sono stati dirottati o riprogrammati su Palermo, con gli ultimi atterraggi spostati anche su Comiso.

Il conto lo paga chi resta al terminal

Per i passeggeri finiti a Punta Raisi sono stati attivati treni straordinari verso Catania, che però devono passare da Messina a causa dei lavori sulla linea diretta. Come riporta il Post, molte persone hanno trascorso giornate e notti accampate in aeroporto in attesa di indicazioni.

Alcuni viaggiatori hanno raccontato di aver faticato a trovare una stanza d'albergo e di aver anticipato il pagamento per chiedere poi il rimborso. Altri hanno lamentato file lunghissime agli info point e la mancata assistenza delle compagnie, che non hanno consegnato voucher per pasti e bevande, mentre navette e taxi privati tra uno scalo e l'altro arrivavano a costare 700 euro.

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