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La nuca vede il video, ma è la fronte a dirci cosa ci attira
La nuca vede il video, ma è la fronte a dirci cosa ci attira
Il sensore EEG di BrainArt® non ricostruisce le immagini ma coglie attenzione e motivazione. Cosa dice la ricerca.
Cortina, marzo 2026. All'evento organizzato con Ottobock Italia due partecipanti indossano un sottile archetto sulla fronte, si mettono le cuffie e guardano un video sulle Paralimpiadi. Le immagini vengono elaborate per prima cosa all'altezza della nuca, dalla parte opposta rispetto agli elettrodi. Il sensore di BrainArt® raccoglie comunque un'informazione precisa, e per capire quale conviene seguire il tragitto di uno stimolo visivo dentro il cervello.
Il viaggio di un'immagine finisce dietro la testa
Al cervello non arriva una fotografia punto per punto. La rassegna di Kim e colleghi uscita su Frontiers in Neurology nel 2021, citata dal team di BrainArt®, stima circa 126 milioni di fotorecettori a fronte di circa 1,2 milioni di cellule gangliari, i neuroni che portano il segnale fuori dall'occhio. Prima di lasciare la retina l'immagine è già compressa e scomposta in attributi come contrasto e movimento.
Il nervo ottico porta il segnale al talamo e da lì alla corteccia visiva primaria, nel lobo occipitale. Qui, come mostrarono David Hubel e Torsten Wiesel con le ricerche premiate dal Nobel nel 1981, singoli neuroni rispondono a bordi e linee con un orientamento preciso. Le aree successive ricompongono quei frammenti in oggetti. Nel 1996 Simon Thorpe e colleghi osservarono su Nature che l'attività cerebrale distingueva foto con e senza animali circa 150 millisecondi dopo la loro comparsa.
Nello studio di Daniel Simons e Christopher Chabris del 1999 il 46 per cento degli osservatori, impegnati a contare i passaggi di una palla, non vide il gorilla che attraversava la scena. L'attenzione seleziona ciò che arriva alla coscienza, e la valutazione di ciò che interessa coinvolge regioni più anteriori, frontali comprese.
Un elettrodo non è una telecamera
L'elettroencefalografia registra sul cuoio capelluto la somma dell'attività sincronizzata di grandi popolazioni di neuroni corticali. La risoluzione temporale è nell'ordine dei millisecondi, quella spaziale è modesta, perché ogni elettrodo raccoglie il contributo di un'area ampia. Nel 1958 il neurofisiologo Herbert Jasper formalizzò il sistema 10-20, che fissa la posizione degli elettrodi in percentuale rispetto alle misure del cranio.
Il sensore che BrainArt® porta negli eventi, il Muse 2 di InteraXon, si descrive con questa nomenclatura. Ha due elettrodi asciutti sulla fronte, in AF7 e AF8, due dietro le orecchie, in TP9 e TP10, e un riferimento al centro della fronte. Il team di Vibre chiarisce che nessun canale si trova sopra la corteccia occipitale, quindi il sensore non ricostruisce l'immagine guardata e registra le regioni frontali e temporali, attive nelle fasi successive della risposta.
Cosa sa dire la fronte
Che da quelle posizioni si misuri una risposta legata alla vista lo ha verificato il gruppo di Olave Krigolson all'Università di Victoria, in uno studio del 2017 su Frontiers in Neuroscience richiamato da BrainArt®. Con un Muse di prima generazione, 60 studenti contavano rari cerchi blu inseriti tra cerchi verdi, e i ricercatori hanno quantificato le componenti N200 e P300, due risposte cerebrali allo stimolo inatteso. Preparazione e compiti si chiudevano in meno di dieci minuti, contro l'ora media richiesta da un sistema da laboratorio a 64 elettrodi.
I due elettrodi frontali permettono anche di confrontare gli emisferi. La rassegna di Eddie Harmon-Jones e Philip Gable uscita su Psychophysiology nel 2018 associa una maggiore attività frontale relativa a sinistra alla spinta ad avvicinarsi a uno stimolo. L'asimmetria frontale indica quindi una direzione motivazionale, e BrainArt® la interpreta come tale, senza attribuirle la capacità di distinguere un'emozione dall'altra.
il video, uno stimolo che scorre nel tempo
La precisione temporale dell'EEG si presta ai video, dove inquadrature e ritmo cambiano di continuo. Nel 2014 Jacek Dmochowski, Lucas Parra e colleghi del City College di New York hanno registrato su Nature Communications l'attività di 16 persone davanti a scene di The Walking Dead e a spot del Super Bowl. Quanto più i tracciati dei partecipanti si muovevano all'unisono, tanto più quel contenuto risultava gradito al pubblico generale, misurato con tweet e classifiche di gradimento. Per gli spot, secondo il comunicato dell'università, la corrispondenza arrivava al 90 per cento.
Negli eventi di BrainArt® il video cambia con l'obiettivo. Con Ottobock Italia raccontava le Paralimpiadi più che un prodotto. Allo stand di Lo.Li. Pharma, al 100° Congresso SIGO di Bari, lo stimolo era il filmato su Elyanna, il complemento alimentare lanciato in quell'occasione, mentre alla festa aziendale di CopiaIncolla il video ripercorreva il 2024 dell'agenzia. Chi vuole seguire il percorso completo dello stimolo visivo raccontato sul blog di BrainArt® trova anche le indicazioni per progettarlo in base al tipo di evento.
Dal tracciato all'opera
Gli algoritmi proprietari di Vibre traducono il segnale in metriche che governano colori, forme e movimento di una visualizzazione in tempo reale. A fine sessione il sistema genera l'opera senza intelligenza artificiale generativa, la stampa sul posto e la consegna in un pieghevole con il marchio dell'azienda ospite. Neuroscienziati e psicologi del team la spiegano al partecipante. Il colore rimanda a una risposta più emotiva o più analitica, la complessità delle forme al livello di attivazione, e una struttura di base funziona da firma individuale.
Quando l'incarico è di neuromarketing esperienziale, le stesse registrazioni confluiscono in un report con oltre 80 metriche restituito al brand. BrainArt®, unica realtà italiana all'incrocio tra EEG e arte, porta così la misura dentro l'esperienza invece di portare le persone in laboratorio. Nello studio di Krigolson due assistenti esperti impiegavano in media 35 minuti solo per sistemare la cuffia da laboratorio. Allo stand di BrainArt® per l'archetto sulla fronte basta circa un minuto.