Tesla Roadster Rocket a 4,6 g: perché le sole gomme non bastano

Lo 0-96 km/h in 0,59 s della Roadster Rocket vale 4,6 g. Il ruolo di gomme, aspirazione e propulsori ad aria e cosa resta da verificare

16 ottobre 2026 11:53
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Tesla dichiara per la versione Rocket della nuova Roadster uno 0-96 km/h (lo 0-60 miglia orarie dei test americani) in meno di 0,59 s. Tradotto in fisica significa un'accelerazione media di almeno 45,5 m/s², pari a circa 4,6 g: per tutto lo scatto l'auto dovrebbe spingere in avanti con una forza quasi cinque volte il proprio peso. Il dato è stato presentato la sera del 15 ottobre 2026, ora del Texas, durante l'evento di lancio al sito di prova di SpaceX a McGregor.

Con la sola aderenza degli pneumatici su asfalto stradale quella cifra non si raggiunge, e infatti Tesla non la affida alle gomme. La Rocket somma un sistema di aspirazione che schiaccia l'auto a terra e dei propulsori ad aria compressa che spingono direttamente, senza passare dalle ruote. Si tratta di un valore dichiarato dal costruttore per un'auto non ancora in produzione, senza misurazioni indipendenti. Aggiornato alle 9:15 del 16 ottobre 2026.

Il tetto dell'attrito e i due modi per scavalcarlo

Una ruota spinge l'auto solo attraverso l'attrito con l'asfalto, e la forza massima vale il coefficiente di aderenza moltiplicato per il carico verticale sulla gomma. Se quel carico è soltanto il peso, l'accelerazione massima in g coincide con il coefficiente. Le misure pubblicate da Lambourn e Wesley in un paper SAE del 2010 sull'aderenza pneumatico-strada danno su asfalto asciutto un picco intorno a 1,2, che corrisponde a uno 0-96 km/h non inferiore a 2,3 s. Il record per un'auto di serie appartiene alla Rimac Nevera R, che secondo il comunicato ufficiale di Rimac ha fatto 0-60 mph in 1,66 s, circa 1,65 g di media, con prove verificate dalla società di strumentazione Dewesoft.

Nuova Tesla Roadster
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Il primo modo per scavalcare il tetto è aumentare il carico verticale senza aggiungere massa. Ventole sotto il fondo creano una zona di bassa pressione e l'aria esterna preme l'auto contro il suolo; è la soluzione delle fan car, usata dalla McMurtry Spéirling, che dichiara 2.000 kg di deportanza (la spinta verso il basso) già da ferma e uno 0-60 mph di 1,55 s. Con un coefficiente di 1,2, per arrivare a 4,6 g il carico sulle gomme dovrebbe valere quasi quattro volte il peso dell'auto. Tesla ha mostrato sullo schermo dell'evento una deportanza di 4.700 kg, numero che Electrek giudica difficile da credere e che resta senza una massa dichiarata a cui rapportarlo.

Il secondo modo è non chiedere tutto alle ruote. I propulsori a gas freddo espellono aria compressa ad alta velocità e producono una spinta che si somma a quella degli pneumatici. Per la configurazione posteriore Tesla ha indicato 80 kN: su un'auto da 2.000 kg, massa ipotetica perché il costruttore non l'ha comunicata, varrebbero da soli circa 4 g. Le dragster Top Fuel superano i 4 g con le sole gomme, come ricostruisce l'ingegnere Chuck Hallum nel suo studio SAE sui pneumatici da drag racing, ma lo fanno su piste trattate con mescole collose e con gomme che durano una manciata di partenze.

Cosa resta da verificare prima di prendere il dato per buono

Le versioni annunciate sono tre. La Performance, omologabile per strada, usa solo aspirazione e aerodinamica attiva e promette meno di 1,6 s. La Thrust aggiunge i propulsori posteriori e scende sotto 0,9 s. La Rocket, a un posto e su invito, ha propulsori anche lungo il perimetro e secondo Tesla non è approvata per la circolazione su strada. La produzione è indicata per il 2028.

Lo scatto cronometrato dal vivo si è fermato a 0,81 s, circa 3,4 g, dopo un problema al timer, e non è chiaro se il tempo includa il rollout, la convenzione dei test americani che avvia il cronometro solo dopo il primo piede (30 cm) di movimento. Su intervalli sotto il secondo quella frazione pesa molto. Un'analisi fotogramma per fotogramma pubblicata dalla stessa testata mostra inoltre i propulsori già attivi prima che l'auto si muova, e se il cronometro parte al movimento quella spinta iniziale resta fuori dalla misura.

Mancano la capacità dei serbatoi, il tempo per ricaricarli e il numero di partenze possibili in sequenza. Non è stato chiarito nemmeno il limite umano, perché nelle dimostrazioni l'auto era senza pilota e una spinta longitudinale di 4,6 g sostenuta per mezzo secondo è un carico che sui veicoli stradali non ha precedenti. Fino a una prova con strumentazione indipendente, lo 0,59 s resta un obiettivo di progetto. Altri dettagli sulla vettura sono nella scheda della nuova Tesla Roadster su vehiclecue.it.

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