-
Tilcayo, nuova specie di felino descritta in Bolivia dopo un secolo
Tilcayo, nuova specie di felino descritta in Bolivia dopo un secolo
Lo studio su Current Biology descrive Leopardus tilcayo nelle Yungas boliviane e divide i gatti tigre in cinque specie.
Un gruppo di ricerca internazionale ha descritto Leopardus tilcayo, un piccolo felino delle foreste nuvolose delle Yungas boliviane, sul versante orientale delle Ande. Lo studio è firmato da Paola Nogales-Ascarrunz, Enzo Aliaga-Rossel, Jonas Lescroart ed Eduardo Eizirik ed è uscito il 17 settembre su Current Biology. È la prima specie vivente di felino nominata e descritta formalmente in oltre cento anni.
L'esemplare di riferimento, un maschio che vive dal 2017 nel rifugio Senda Verde dopo essere stato consegnato da una famiglia della zona, misura 46 cm dalla testa alla base della coda, ha una coda di circa 25 cm e pesa 1,4 kg, quindi meno di un gatto domestico medio. Il manto è marrone chiaro con rosette scure di forma irregolare, secondo la descrizione di Nogales-Ascarrunz, che dirige il Programa de Investigación de Félidos Bolivia. Il nome scientifico riprende quello che le comunità delle Yungas usano da tempo per l'animale.
I 38 genomi che hanno diviso i gatti tigre in cinque specie
Il lavoro nasce da una revisione dei gatti tigre, i piccoli felini maculati del genere Leopardus diffusi in Sud America che per gran parte del Novecento sono stati accorpati in un'unica specie. Il gruppo ha prodotto sequenze di genoma completo per 26 esemplari, con copertura tra 2 e 25 volte, di cui 18 campioni moderni di sangue o tessuto muscolare e 8 storici conservati in collezioni museali, e ha confrontato in tutto 38 genomi provenienti da otto paesi, tra cui Costa Rica, Colombia, Perù, Bolivia, Brasile e Suriname.
L'analisi filogenomica, cioè la ricostruzione dei rapporti di parentela a partire dai genomi interi, separa il gruppo in cinque specie, Leopardus tigrinus, L. guttulus, L. pardinoides, L. emiliae e il nuovo L. tilcayo. La linea del tilcayo si è staccata da quella di L. tigrinus e L. pardinoides circa 1,4 milioni di anni fa, nel Pleistocene inferiore, quando le oscillazioni climatiche frammentarono le foreste montane e isolarono le popolazioni andine. Lo stesso studio istituisce anche una nuova sottospecie peruviana, L. tigrinus antisuyo.
Le differenze esterne restano minime, ed è il motivo per cui l'animale era passato inosservato. Rispetto agli altri gatti tigre il tilcayo ha una coda meno folta, priva di anelli completi nella parte terminale, e un aspetto più robusto, mentre da L. pardinoides lo distinguono il pelo più corto e rosette più allungate. Gli autori scrivono che le specie del gruppo si separano con sicurezza solo con l'analisi genetica, un limite che riguarda buona parte dei mammiferi di piccola taglia dei tropici.
Due soli individui vivi e una popolazione ancora da contare
La descrizione poggia su due individui vivi conosciuti, quello del rifugio e uno fotografato in natura. Del resto della biologia della specie si sa poco. Resti di piccoli roditori trovati in campioni di feci suggeriscono una parte della dieta e le immagini delle fototrappole indicano attività prevalentemente notturna, ma sono indizi preliminari e non stime di popolazione. Nogales-Ascarrunz sta installando altre fototrappole nelle Yungas per documentare l'animale in libertà.
Il gruppo ha condiviso i risultati con la IUCN, che nella prossima revisione valuterà le cinque linee separatamente invece che come specie unica. Per Lescroart, dell'Università di Anversa, la valutazione separata darebbe un quadro più accurato del rischio, e il tilcayo potrebbe rientrare tra le specie minacciate una volta esaminato per conto proprio. Oggi la sua consistenza numerica in natura non è nota.
Le Yungas sono tra gli ecosistemi più sotto pressione della regione, con deforestazione, espansione agricola, incendi e attività minerarie che ne riducono la superficie. La revisione tassonomica cambia anche il modo in cui vanno lette le valutazioni precedenti sui gatti tigre, perché i dati raccolti finora su quella che si riteneva una sola specie vanno ora ripartiti tra cinque, ciascuna con un areale più ristretto di quello attribuito all'insieme.