Un nuovo studio pubblicato su Nature rivela che i dinosauri con corna vivevano in Europa già 84 milioni di anni fa.
I fossili attribuiti ad Ajkaceratops e ad altri erbivori europei appartengono in realtà ai Ceratopsia. Questo studio offre nuovi elementi sulla storia evolutiva dei dinosauri nel continente europeo.
Un’analisi approfondita dei fossili provenienti dal bacino pannonico ha portato a un importante aggiornamento nella classificazione dei dinosauri europei del Cretaceo superiore. Un team di paleontologi guidato da Susannah Maidment e Richard Butler ha rianalizzato resti fossili, compresi nuovi frammenti cranici di Ajkaceratops kozmai, dimostrando che si trattava di un membro a pieno titolo del clade Ceratopsia.
Questa scoperta ribalta l’idea, a lungo accettata, che i dinosauri cornuti fossero assenti dall’Europa. Per decenni, i fossili europei sono stati attribuiti ad altri gruppi, come i rhabdodontidi, per la somiglianza morfologica parziale con altri erbivori. La nuova classificazione, pubblicata su Nature nel gennaio 2026, cambia radicalmente la comprensione della distribuzione dei ceratopsi nel tardo Mesozoico.
Le analisi condotte hanno anche portato alla revisione tassonomica di Mochlodon, un genere descritto in precedenza come distinto. I confronti morfologici, supportati da ricostruzioni digitali e tomografie computerizzate (CT scan), hanno dimostrato che Mochlodon è in realtà lo stesso animale di Ajkaceratops.
Ciò significa che Ajkaceratops kozmai non era un caso isolato: altri fossili precedentemente assegnati ai rhabdodontidi mostrano caratteristiche chiave dei ceratopsi. Questo porta a un riposizionamento di diversi taxa europei nella famiglia dei dinosauri cornuti, quella che include iconici esemplari come Triceratops e Centrosaurus.
La confusione classificativa è in parte attribuibile alla convergenza evolutiva. Gruppi distinti di dinosauri erbivori, come iguanodonti e ceratopsi, hanno sviluppato tratti simili in modo indipendente, tra cui il grande volume corporeo, la postura quadrupede e sistemi di masticazione evoluti.
Secondo Susannah Maidment, queste convergenze morfologiche rendono difficile identificare le affinità filogenetiche quando si dispone solo di frammenti scheletrici. Denti e arti possono apparire simili anche tra gruppi evolutivamente distinti, inducendo classificazioni errate.
Durante il Cretaceo superiore, l’Europa non esisteva come massa continentale unica. Il progressivo innalzamento del livello del mare aveva suddiviso la regione in un mosaico di isole separate da mari poco profondi. Questo assetto geografico ha favorito la diversificazione faunistica, creando ecosistemi isolati con caratteristiche peculiari.
Il nuovo studio ipotizza che le piccole dimensioni dei ceratopsi europei e la loro morfologia meno specializzata abbiano contribuito a renderli meno riconoscibili rispetto ai loro cugini nordamericani, molto più grandi e dotati di vistosi collari ossei e corna.
I ceratopsi hanno avuto origine in Asia, con i primi esemplari come Yinlong risalenti a oltre 160 milioni di anni fa. Da lì, si sono diffusi in altre regioni del pianeta attraverso spostamenti transcontinentali.
Lo studio suggerisce che l’Europa, situata tra Asia e Nord America, abbia svolto un ruolo chiave come corridoio faunistico. Anche se l’Oceano Atlantico stava iniziando ad aprirsi, le isole europee erano ancora relativamente vicine, permettendo la dispersione animale tramite eventi di “island hopping”.
Maidment sottolinea che esistono già prove di dinosauri come Allosaurus sia in Portogallo sia negli Stati Uniti, dimostrando che alcune specie potevano attraversare distanze oceaniche moderate, probabilmente aiutati da correnti, piattaforme continentali esposte e una certa abilità nel nuoto.
Le implicazioni di questo studio non si limitano alla riclassificazione di singole specie. Rivelano che l’assenza apparente dei ceratopsi in Europa era dovuta a una combinazione di incompletezza fossile e interpretazioni filogenetiche imprecise.
La nuova identificazione di Ajkaceratops come ceratopside pone l’Europa al centro della storia evolutiva del gruppo. Questo rivede in profondità i modelli di migrazione, speciazione e adattamento ambientale dei dinosauri cornuti, proponendo scenari di dispersione molto più complessi di quanto ipotizzato in passato.
Secondo Steve Brusatte, coautore dello studio, questa scoperta cambia anche la percezione culturale e iconografica dei dinosauri europei: “I dinosauri cornuti come Triceratops sono tra i più iconici, ma erano considerati esclusivamente nordamericani. Ora sappiamo che esistevano anche in Europa, semplicemente non li avevamo riconosciuti.”
Questa affermazione si fonda su un’ampia revisione dei fossili museali e di quelli più recentemente scoperti, molti dei quali erano stati archiviati sotto generi europei locali senza analisi dettagliate delle loro affinità filogenetiche.
Lo studio invita a una rivalutazione sistematica delle collezioni europee di dinosauri del Cretaceo. Con nuove tecnologie come la tomografia digitale ad alta risoluzione, è ora possibile riesaminare materiali precedentemente considerati non diagnosticabili.
Inoltre, la presenza di ceratopsi nell’arcipelago europeo del tardo Cretaceo apre nuove prospettive nella ricerca sui modelli ecologici insulari, le strategie di sopravvivenza in ambienti ristretti e il ruolo della miniaturizzazione evolutiva.
L’interpretazione dei dati proposta da Maidment, Butler e colleghi contribuisce a riformulare un quadro globale dell’evoluzione dei ceratopsi, evidenziando connessioni biogeografiche tra Asia, Europa e Nord America più profonde e ramificate di quanto finora ritenuto.
La ricerca apre anche alla possibilità che altri gruppi apparentemente assenti dal record fossile europeo possano essere stati mal interpretati o non ancora identificati correttamente. Ciò stimola una nuova fase di esplorazione paleontologica, basata su tecniche comparative e approcci filogenetici aggiornati.
Il riconoscimento della presenza di ceratopsi in Europa rappresenta un risultato significativo per la paleontologia moderna. A partire da resti inizialmente parziali e contestati, un insieme di analisi sistematiche ha permesso di svelare una presenza nascosta ma estesa di dinosauri cornuti nel continente.
Il caso Ajkaceratops, con le sue implicazioni tassonomiche e biogeografiche, evidenzia l’importanza di rivalutare costantemente i dati paleontologici alla luce di nuove tecnologie e conoscenze. L’Europa si afferma così come un’area chiave per comprendere la diversità evolutiva e la distribuzione globale dei dinosauri erbivori del Mesozoico.