Nel 2025 l’INGV ha localizzato 15.759 terremoti in Italia e nelle aree limitrofe, con una media giornaliera di 43 eventi.
Nessun sisma ha raggiunto magnitudo 5.0, ma sono stati registrati 21 terremoti tra 4.0 e 4.9, il più forte dei quali, Mw 4.8, si è verificato al largo della costa garganica. I dati evidenziano un’attività sismica diffusa su tutto il territorio, con sequenze persistenti in Italia centrale e nei Campi Flegrei, e con la Sicilia come regione con il maggior numero di eventi di magnitudo ≥ 2.0.
Nel corso del 2025 sono stati localizzati 15.759 terremoti in Italia e nelle aree limitrofe, secondo i dati pubblicati dal Dipartimento Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Gli eventi sismici sono stati analizzati e validati H24 dalle Sale Operative di Roma, Napoli e Catania, con una media giornaliera di oltre 43 localizzazioni, pari a un evento ogni circa 33 minuti.
Il numero complessivo è leggermente inferiore rispetto al 2024, con circa 1.000 terremoti in meno. Tuttavia, si conferma la stabilità della sismicità nazionale su base annua, con valori compresi tra 16.000 e 17.000 eventi annui dal 2019 in poi. Questo dato si contrappone nettamente ai picchi osservati nel triennio 2016–2018, influenzati in modo significativo dalla sequenza sismica dell’Italia centrale.
La mappa annuale degli epicentri elaborata dall’INGV mostra una distribuzione diffusa in tutte le regioni italiane, con maggiore densità nelle aree appenniniche, nei settori tirrenici e nelle zone vulcaniche attive. Sono esclusi dalla mappa i microterremoti di magnitudo inferiore a 1.0 localizzati dagli osservatori dell’INGV a Napoli e Catania in ambito vulcanico (Vesuvio, Campi Flegrei, Etna, Isole Eolie).
Il terremoto più forte dell’anno è avvenuto il 14 marzo 2025 al largo della costa garganica, con magnitudo momento Mw 4.8. L’evento ha fatto parte di una sequenza attiva a partire da marzo nella zona del Lago di Lesina.
La sismicità registrata nel 2025 si articola in base alla magnitudo in modo coerente con gli anni precedenti. I dati raccolti indicano:
Tra questi ultimi, 16 eventi si sono verificati sul territorio italiano e nei mari circostanti, mentre 5 sono stati localizzati tra Albania e Croazia. I terremoti più forti sono stati in gran parte registrati in mare o lungo le coste (10 eventi), mentre 11 si sono verificati sulla terraferma.
Un confronto con i dati dal 2012 al 2025 evidenzia chiaramente il picco registrato durante gli anni della sequenza del Centro Italia (2016–2017), con oltre 40.000 eventi localizzati all’anno. Nel 2025 il valore è rientrato nella media post-sequenza.
I terremoti di magnitudo ≥ 2.0, rappresentati in rosso nei grafici INGV, costituiscono nel 2025 circa l’11% del totale, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente. Questo dato conferma la prevalenza di eventi di bassa energia.
La sismicità nell’area di Amatrice-Visso-Norcia, attiva dal 24 agosto 2016, ha continuato a generare migliaia di microeventi anche nel 2025. La maggior parte degli oltre 5.000 terremoti localizzati ha avuto magnitudo inferiore a 2.0, ma la sequenza rappresenta ancora oltre il 30% della sismicità nazionale.
Gli unici eventi significativi per magnitudo sono due terremoti di ML 3.5, localizzati a Gagliole (Macerata) il 21 marzo e a Spoleto (Perugia) il 23 aprile.
L’area vulcanica dei Campi Flegrei ha mostrato un’elevata attività sismica nel 2025, soprattutto nei mesi di febbraio, marzo, giugno e luglio. Sono stati registrati oltre 1.000 eventi di magnitudo ≥ 1.0. I terremoti più forti hanno raggiunto magnitudo Md 4.6 il 13 marzo e il 30 giugno. Altri tre eventi hanno superato magnitudo 4.0, mentre 28 terremoti si sono attestati nella fascia 3.0–3.9.
Questa sismicità è stata osservata nell’ambito della crisi bradisismica in atto, con epicentri localizzati tra Pozzuoli, Bagnoli e il golfo di Napoli.
A partire da marzo 2025, il Mar Adriatico settentrionale ha ospitato una sequenza sismica significativa. L’evento del 14 marzo, di magnitudo Mw 4.8, è stato il più forte registrato in Italia nel 2025. La sequenza ha incluso circa 250 eventi, concentrati nei mesi di marzo e aprile, con magnitudo prevalentemente inferiore a 2.0.
L’area è stata interessata da risentimenti diffusi, in particolare nelle province costiere di Foggia, Campobasso, Avellino e Potenza.
La regione del Tirreno meridionale ha mostrato la consueta attività sismica distribuita su più livelli di profondità. Il 24 febbraio è stato registrato un evento di magnitudo Mw 4.4 a circa 184 km di profondità, compatibile con la geodinamica della subduzione ionica.
Tra i terremoti più superficiali si segnala quello del 26 agosto, Mw 4.7, al largo delle Isole Egadi, moderatamente risentito in provincia di Trapani. Un altro evento di rilievo è avvenuto il 7 febbraio nell’arcipelago delle Eolie (Mw 4.7), localizzato a 17 km di profondità.
Tra il 24 e il 25 ottobre è stata registrata una sequenza sismica tra Grottolella e Montefredane, in provincia di Avellino. I due eventi principali sono stati localizzati a profondità comprese tra 14 e 16 km:
I terremoti sono stati avvertiti su un’ampia area, inclusa la zona vesuviana e parte della provincia di Napoli.
Il primo evento del 2025 è stato localizzato a Frontone (Pesaro-Urbino) il 1° gennaio, magnitudo ML 1.1. L’ultimo terremoto è avvenuto il 31 dicembre a Sansepolcro (Arezzo), con magnitudo 0.8, parte di una piccola sequenza con oltre 150 eventi nel mese di dicembre.
Tra gli eventi più insoliti:
Nel 2025 la Sicilia ha registrato il maggior numero di eventi di magnitudo ≥ 2.0 (288), superando l’Emilia-Romagna, che aveva guidato questa classifica nel 2024. Seguono Campania e Calabria. Tuttavia, se si considerano anche i terremoti molto piccoli, le regioni più attive risultano essere Marche e Umbria, con oltre 3.000 eventi ciascuna.
La Sardegna, come di consueto, si conferma l’area meno sismica d’Italia, con 19 eventi registrati nel 2025. Solo uno di questi ha raggiunto magnitudo 2.0. Alcuni terremoti sono stati localizzati in mare, altri classificati come scoppi di cava.
L’INGV ha reso disponibile una mappa interattiva dei terremoti 2025 che consente di consultare i parametri di ciascun evento: magnitudo, epicentro, profondità, risentimenti macrosismici e mappe di scuotimento.
Lo strumento include uno slider temporale settimanale per seguire l’evoluzione della sismicità nel tempo. È disponibile sia da desktop che da dispositivi mobili.
Tutti i dati sono pubblicati sul portale ufficiale terremoti.ingv.it e sulle piattaforme associate ai progetti ISIDe, GOSSIP e AdriaArray, con aggiornamenti in tempo reale. La sorveglianza nazionale resta attiva 24 ore su 24, grazie al lavoro dei tecnici e dei ricercatori nelle Sale Operative INGV.