Considerati individualmente, o in piccoli gruppi, pare che i numeri primi non seguano alcuna legge.
Ma se li si prende in massa, come le formazioni degli storni o i banchi di pesci, emerge una certa regolarità, un insospettato livello di organizzazione.
Una delle più strane e curiose scoperte in proposito accadde per caso.
Un giorno, nel 1963, mentre stava ascoltando una conferenza piuttosto noiosa, il matematico americano di origine polacca Stanislaw Ulam iniziò a scarabocchiare su un foglio di carta.
Cominciando con 1 al centro e proseguendo in senso antiorario, spostandosi gradualmente verso l’esterno a formare una spirale quadrata, scrisse la successione dei numeri interi positivi. Poi, evidenziò tutti i numeri primi (si veda la figura).
Col crescere della spirale, notò che lungo certe diagonali, come anche su alcuni allineamenti verticali e orizzontali, i numeri primi erano stranamente frequenti.
Come è stato reso evidente dalla computer grafica, spirali di Ulam molto più grandi continuano a evidenziare questi schemi sorprendenti. Alcune delle principali linee nella spirale corrispondono a formule algebriche che generano una notevole quantità di numeri primi, la più nota delle quali è quella scoperta da Eulero, n^2+n+41, che produce numeri primi per ogni valore di n da 0 a 39.
Esistono altre formule analoghe che, per qualche motivo oscuro, generano numeri primi ad un ritmo elevato.
I matematici continuano a interrogarsi sul significato degli schemi nella spirale di Ulam, cercando di comprendere la loro connessione con problemi irrisolti come la congettura di Goldbach (ogni numero pari maggiore di 2 può essere espresso come somma di due numeri primi), la congettura dei primi gemelli (esistono infinite coppie di numeri primi gemelli, p, p+2), e l’ipotesi, nota come congettura di Legendre (c’è sempre almeno un numero primo tra due quadrati perfetti consecutivi).
Quello che la spirale di Ulam chiarisce dal punto di vista grafico è che, in ogni caso, ci siano schemi ricorrenti e che, a dispetto dell’apparente casualità nella loro distribuzione, i numeri primi seguano delle regole che ne “disciplinano”, ne governano il comportamento.
Contraddicendo il pessimismo dello stesso Eulero che al riguardo affermò: “Finora i matematici hanno cercato invano di scoprire un ordine nella successione dei numeri primi, e abbiamo motivo di credere che si tratti di un mistero che la mente umana non riuscirà mai a penetrare“.